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Terapia per il controllo del ritmo

Da non confondersi con la terapia di controllo della frequenza, la terapia per il controllo del ritmo si concentra sullo stabilizzare la rapidità della contrazione ventricolare per regolare il ritmo sinusale nella gestione della FA. Attualmente, la terapia di controllo del ritmo è indicata per trattare pazienti di FA che pur sotto terapia di controllo della frequenza, restano asintomatici. A seconda del paziente, la terapia può venire prescritta sia per un recupero immediato che per un controllo del ritmo a lungo termine.1

Le terapie intensive del controllo del ritmo possono comprendere sia la cardioversione elettrica che farmacologica e solitamente includono:1

  1. Terapia farmacologica: antiaritmici (es. flecainide; amiodarone; propafenone; ibutilide; e vernakalant)
  2. Terapia elettrica: cardioversione elettrica a corrente continua sincronizzata

Terapie a lungo termine per il controllo del ritmo:1

  1. Terapia farmacologica: antiaritmici (es. flecainide; amiodarone; propafenone; ibutilide; e vernakalant)
  2. Intervento chirurgico: ablazione chirurgica e transcatetere

Farmaci antiaritmici

I farmaci antiaritmici (AAD) possono venire usati sia nel trattamento acuto che a lungo termine della FA ma numerose meta-analisi minori controllate hanno mostrato un’efficacia modesta. 5-16

Gli AAD funzionano all’incirca raddoppiando l’assistenza al ritmo sinusale, col tipico risultato di ridurre piuttosto che eliminare la ripetizione degli episodi di FA. È stato dimostrato che sono efficaci nel ripristino del ritmo sinusale in circa il 50% dei pazienti con insorgenza di FA recente. A causa dei frequenti effetti collaterali, gli antiaritmici sono trattamenti prescritti per tempi brevi, quindi l’uso continuativo va soppesato assieme al carico di sintomi, reazioni avverse e preferenza del paziente prima di iniziare la terapia.1

La scelta degli AAD deve tenere conto della presenza di comorbidità, rischio cardiovascolare, potenziale proaritmia, effetti tossici, preferenze e sintomi dei pazienti.1

Scopri di più sulla terapia AAD

Cardioversione Elettrica

La cardioversione elettrica è una forma di terapia che mira a regolare un ritmo cardiaco anomalo usando segnali elettrici trasmessi attraverso degli elettrodi posizionati sul torace del paziente. Si è dimostrata utile e più efficace della cardioversione farmacologica in casi di trattamento breve, con un veloce ripristino del ritmo sinusale ed è associata a tempi di ricovero più brevi. Tuttavia, per poter sopportare la cardioversione elettrica, i pazienti devono essere sedati e talvolta restano dei segni di ustione sulla pelle. La terapia elettrica via corrente diretta viene scelta spesso per curare pazienti gravemente compromessi a livello emodinamico e con un’insorgenza recente di FA.1

L’ablazione transcatetere è una procedura interventistica non chirurgica minimamente invasiva, progettata per prevenire il passaggio di impulsi elettrici anomali dalle vene polmonari agli atri. Durante la procedura, un tubicino flessibile (catetere) viene fatto passare attraverso i vasi sanguigni fino al cuore, registrandone l’attività elettrica per identificare l’origine dell’aritmia. Come per l’ablazione dell’AV, si distrugge una piccola area di tessuto usando la radiofrequenza sottoforma di calore o la crioablazione, in cui il tessuto viene eliminato congelandolo. Se fatta in centri specializzati, l’ablazione transcatetere risulta più efficace rispetto alla terapia farmacologica nel ripristinare il ritmo sinusale. Il tasso di complicanze rilevato è simile a quello osservato nell’uso dei farmaci antiaritmici.1

Scopri di più sull’ablazione transcatetere

 

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